M.'s profileL'Ang0lo O5cur0PhotosBlogListsMore Tools Help
Annunci GratuitiForum Gratisphp nuke GratisBlog GratuitoAlbum Gratuito

M. P.

Occupation
Location
Interests
1 Libro _ Mabrúk / 1 Scrittore _ Charles Bukowski / 1 Canzone _ In un Giorno di Pioggia dei MCR / 3 Architetti _ Steven Holl, Cino Zucchi e Peter Zumthor / 1 Designer _ Bruno Munari / 2 Architetture _ Notre Dame du Haut e le Terme di Vals / 1 Artista _ Caravaggio / 1 Personaggio Storico _ Sir Francis Drake / 1 Personaggio di Fantasia _ Dr. Hannibal Lecter / 2 Bellezze _ Charlize Theron e Liv Tyler / 2 Manga _ Berserk e One Piece / 1 Stile di Vita _ Quello di Dylan Dog / 2 Colori _ Arancione e Nero / 3 Videogame _ Final Fantasy VIII, Monkey Island, Metal Gear Solid / 2 Film _ Land and Freedom e The Godfather / 1 Finale _ One Piece ep. 310 / 2 Animali _ English Bulldog e il Diamante Mandarino / 1 Peccato Capitale _ L’ Ira / 1 Paese _ Quello del Sol Levante / 1 Auto _ Alfa 147 Nera / 1 Foto _ I Miei Genitori su una Roccia in Sicilia / 1 Direzione _ A Sinistra / 1 Dio in cui Credo _ Vive dentro di me / 1 Sogno _ Quello che Realizzerò / 1 Firma _ Mrc

IGN News - Ultim'Ora

Loading...Loading...

L'Ang0lo O5cur0

July 04

P0l1t1c4 #42 - Caso Clinico

 
  
 
La democrazia - affermava Winston Churchill - funziona quando a decidere sono in due e uno è malato". Il problema è che in Italia chi governa è malato ma decide da solo... L’esistenza di una vera e propria patologia la rileva ad Articolo21 Luigi Cancrini, celebre psichiatra e fondatore negli anni Settanta di una fra le più importanti scuole di psicoterapia del nostro Paese parla del nostro premier anche all’indomani delle sue dichiarazioni sulla tragedia di Viareggio.
 
"Adesso vado a Viareggio e prendo in mano io la situazione". Questo ha detto Berlusconi commentando la tragedia del treno esploso. Sempre lui. "Io" al centro di tutto...
Lui ha un’immagine di sé grandiosa, direi inutilmente e dannosamente grandiosa come succede spesso a chi, intorno, ha persone che gli dicono solo "sì"...
 
Intende dire che il consenso popolare amplifica l'autostima?
Non solo. E' un meccanismo interessante da studiare e che hanno vissuto i dittatori storici. Una studiosa americana ha scritto una biografia interessante su Beria (capo della polizia segreta sotto Stalin, ndr) in cui lei dimostrava bene come lui avesse acquisito un potere straordinario su Stalin proprio perché alimentava continuamente la sua paranoia.
 
Intorno ad una persona che si crede sempre più grande ed importante di quello che è, c'è sempre qualcuno che lo alimenta
E' così che la persona perde il contatto con la realtà. Un contatto che normalmente è assicurato dal fatto che riceviamo un flusso di informazioni positive o negative su di noi e, continuamente,  correggiamo il tiro. Nel caso di Berlusconi piuttosto che modificare il proprio percorso lui si vuole circondare solo di persone che lo esaltano e ogni critica viene da lui trasformata in attacco o complotto.
 
Lei è uno psichiatria di fama. C'è un modo per definire questo comportamento da un punto di vista "clinico"?
Sì, è disturbo della personalità. Silvio Berlusconi è un uomo dall'egocentrismo smisurato. Finché ciò lo ha riguardato come imprenditore è andata bene. Il problema nasce con l'acquisizione del potere politico. E qui, il troppo potere e un narcisismo normale fortemente alimentato si trasformano in un fattore patologico, un vero e proprio disturbo narcisistico della personalità".
 
Se è un disturbo andrebbe curato
Non si farà mai curare
 
Non sono un esperto di psichiatria ma mi domando: un disturbo patologico come quello da lei tracciato, oltre al rischio di essere autolesivo può produrre anche danni anche alla collettività?
Tempo fa ho scritto un libro "Oceano borderline" nel quale studiavo molti disturbi della personalità. E ho dedicato un capitolo ai "disturbi vincenti" la cui patologia si esprime in un successo spropositato. Ho studiato le biografie di Hitler e Stalin che hanno curiosamente in comune un'infanzia con un padre alcoolista, violenze e maltrattamenti e che poi si riscattano in un grande delirio. Disturbi vincenti sono anche quelli dei capi mafia, persone molto intelligenti che ritengono di stare svolgendo un compito importante. Il Padrino ad esempio. Forse Berlusconi, per fortuna, non ha ancora questi tratti così "grandiosi" ma il rischio della progressiva perdita del contatto con la realtà può essere fortemente dannoso per gli altri.
 
Pericoloso anche per se stesso immagino…
Non necessariamente. Se pensiamo alla questione delle feste e delle squillo lui è rimasto assolutamente imperturbabile alle critiche. Proprio perchè lui è convinto di poter fare qualsiasi cosa in modo indisturbato e le persone che ha intorno lo assecondano.
 
Questa patologia del premier a suo avviso si può aggravare?
Sicuramente. E la condizione indispensabile perché un disturbo della personalità non si espanda è legata inevitabilmente alla presenza dei contrappesi rappresentati dalla magistratura (la legalità) e dalla informazione (libertà di stampa). Studiando Hitler ad esempio è facile ricordare che la sua prima azione fu contro i magistrati. La stessa cosa vale per Mussolini. L'equilibrio dei poteri è in questo contesto indispensabile. Se una democrazia è sufficientemente forte questo disegno non riesce e a un certo punto la persona cade. Se invece cadono i contrappesi si va verso un disastro. La dittatura. Con le folle a seguire il personaggio carismatico di turno. Quindi la difesa della normalità di Berlusconi sta nella tenuta della democrazia.
 
In questo contesto che ruolo ha la tv? Il possesso di un impero televisivo amplifica il potere e il rischio di condizionamento dell'opinione pubblica
Ovviamente sì, ma la tv essendo un mezzo così diffuso e capillare contiene in qualche modo, al suo interno, anche gli "antivirus".
 
Lei lo sa, che dopo questa intervista, oltre ai magistrati e ai giornalisti anche gli psichiatri potrebbero essere apostrofati come comunisti?
Confermerebbe le mie tesi, e darebbe più credibilità alla categoria.
July 03

P0l1t1c4 #41 - Don Silvio Corleone

 
  
 
Dunque la mafia si aspettava favori da Silvio Berlusconi e minacciava, in caso contrario, di fare del male a suo figlio Piersilvio. Lo dimostra un foglio manoscritto, forse da Riina in persona, che l’aveva girato a Provenzano perché lo facesse pervenire al Cavaliere o a Dell’Utri tramite Vito Ciancimino. La richiesta era semplice: una delle tante tv berlusconiane a disposizione di Cosa Nostra, altrimenti “dovrà essere compiuto un luttuoso evento”. Nel paese degli smemorati, giornali e telegiornali annunciano la cosa come se fosse strana e inedita. In realtà sono quasi quarant’anni, da quando nel 1974 Marcello Dell’Utri infiltrò un mafioso travestito da stalliere nella villa di Arcore, che va avanti lo stop and go.

Favori e contraccambi, minacce e ricatti. Per chi ha scoperto solo ora che il premier è ricattabile (da qualche decina di escort, ragazze immagine, letterine, letteronze e papponi), sarà una sorpresa. Per chi conosce le carte, è una conferma. L’ennesima. Basta leggere la telefonata intercettata a Milano alle ore 9,27 del 17 febbraio 1988 fra Berlusconi e il suo socio immobiliarista, Renato Della Valle, all’epoca indagato per bancarotta, e pubblicata in vari nostri libri (dunque mai raccontata in tv).
 
BERLUSCONI Renato...
DELLA VALLE Ciao, Silvio.
BERLUSCONI Come stai?
DELLA VALLE Bene. È appena partito Franco Carraro.
BERLUSCONI Ah, sì? Dov’è andato?
DELLA VALLE Andava giù a Roma.
BERLUSCONI Era lì da te?
DELLA VALLE Sì.
BERLUSCONI Allora...
DELLA VALLE È stato ieri sera al processo.
BERLUSCONI Diavolo di un uomo, sempre in mezzo ai ministri.
DELLA VALLE Eh, be’. Ieri ho parlato, poveretto, con Nicolazzi [Franco Nicolazzi, Psdi, ministro dei Lavori pubblici, in quei giorni sotto inichiesta per le tangenti sulle «carceri d’oro», nda].
BERLUSCONI Mmh.
DELLA VALLE M’ha telefonato.
BERLUSCONI Oggi questi stronzi del mio «Giornale» gli han messo un titolo in prima pagina del cazzo.
DELLA VALLE Eh, ho visto.
BERLUSCONI Ma son proprio dei figli di troia, guarda.
DELLA VALLE Mmh.
BERLUSCONI E non so più cosa fare io. Mamma mia, non so più cosa fare.
DELLA VALLE M’ha telefonato: era giù da matti per ’sta storia qui. Lo sai la cosa triste? Che lui proprio non c’entra niente, eh.
BERLUSCONI Ma lo so.
DELLA VALLE Quello non c’ha una lira, eh. Mah!
BERLUSCONI Guarda...
DELLA VALLE Come andiamo, Silvio?
BERLUSCONI Eh?
DELLA VALLE Come andiamo?
BERLUSCONI Ma, guarda, vado male da un punto di vista fisico, perché mi è venuto... c’ho un’artrosi, più un... un po’ di altri dolori. Mi sono bloccato sulla sinistra, dietro, tutto.
DELLA VALLE Ma va!
BERLUSCONI E allora sono messo male fisicamente. E poi c’ho tanti casini in giro, a destra, a sinistra. Ce n’ho uno abbastanza grosso, per cui devo mandar via i miei figli, che stan partendo adesso per l’estero, perché mi han fatto estorsioni... in maniera brutta.
DELLA VALLE Oh, Madonna!
BERLUSCONI Una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa, e... Sono ritornati fuori.
DELLA VALLE Senti, Silvio...
BERLUSCONI Mmh.
DELLA VALLE Eh, va be’, no... hai St. Moritz, se no ti dicevo: se vuoi mandarli anche qui a casa mia, non ci son problemi, eh.
BERLUSCONI Grazie, ma li mando molto più lontano.
DELLA VALLE Ah.
BERLUSCONI Sai, siccome mi hanno detto che, se, entro una certa data, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me ed espongono il corpo in piazza del Duomo...
DELLA VALLE Oh, Madonna!
BERLUSCONI E allora son cose poco carine da sentirsi dire e allora, ho deciso, li mando in America e buona notte.
DELLA VALLE Senti, ma vai anche tu... fuori.
BERLUSCONI Eh, io c’ho un po’ di cosette qua da fare.
DELLA VALLE Eh, ma chi se ne frega, Silvio. Però insomma, se... se t’han dato una data, fino a quella data lì, vai anche tu.
BERLUSCONI Ma, vedi, no, io sono qui difeso... per casa...
DELLA VALLE Se vuoi venire qui a casa mia...
BERLUSCONI Ascolta...
DELLA VALLE Devono passare sul mio cadavere, eh.
BERLUSCONI Così ci mettono la bomba in du... ci fan saltare in due. (ride)
DELLA VALLE No!
BERLUSCONI ...(incompr. per sovrapposizione delle voci) uno (ride)
DELLA VALLE Ma cosa vuoi che faccian saltare. La bomba...
BERLUSCONI Senti un po’... tutto bene lì, i ragazzi, tutto bene?
DELLA VALLE Sì, sì, tutto bene.
BERLUSCONI Tua moglie?
DELLA VALLE Mi rattrista ’sta cosa, cazzo.
BERLUSCONI Eh, va be’, cosa ci vuoi fare? Senti, tua moglie sta bene?
DELLA VALLE Bene, bene.
BERLUSCONI Senti... io... niente, ero in debito anche di una risposta su Tanzi.
DELLA VALLE Eh.
BERLUSCONI Francamente non mi è venuto in mente un Cristo (ride) (...)
DELLA VALLE Senti... quando è quella scadenza?
BERLUSCONI Di Rizzoli?
DELLA VALLE No, no, no, la scadenza di quei de... delinquenti lì che t’han detto...
BERLUSCONI Fra sei giorni.
DELLA VALLE Perché non prendiamo l’aereo domani, molliamo tutto e andiamo a fare un giro?
BERLUSCONI No, io son qui con...
DELLA VALLE Anch’io. Sapessi i casini che c’ho in ballo io, non ne hai idea.
BERLUSCONI Eh.
DELLA VALLE Però, vaffanculo, andiamo... andiamo in giro per il mondo. Eh, se quelli hanno un Grumond (fonetico, parola non certa) che va forte come noi, ci beccano. Ma proprio da stare un giorno in un posto, un giorno in un altro.
BERLUSCONI Sì, va be’, ma, avendo allontanato l’oggetto, capisci?
DELLA VALLE Sì, va be’, ma, Silvio, se sono sei giorni...
BERLUSCONI No, son preoccupato piuttosto per il Paolo, così, insomma.
DELLA VALLE Be’, Paolo, scusa, portiam via anche lui.
BERLUSCONI Eh, sì. Va be’.
DELLA VALLE Ragazzi, il mondo si ferma, eh.
BERLUSCONI Va be’, lo so, lo so.
DELLA VALLE Eh.
BERLUSCONI Va be’.
DELLA VALLE Facciamolo... Silvio, facciamolo davvero.
BERLUSCONI Ma no, dài. Io c’ho tante cose da fare qui. Io poi non ci credo a quelle robe lì, lo sai.
DELLA VALLE Hai paura di diventare povero?
BERLUSCONI No.
DELLA VALLE Sei giorni?
BERLUSCONI No.
DELLA VALLE Dài. Andiamo a fare sei giorni i pirla per il mondo.
BERLUSCONI No, no, ma io ti dico sinceramente che, se fossi sicuro di togliermi questa roba dalle palle, pagherei tranquillo, così almeno non rompono più i coglioni.
DELLA VALLE Eh, lo so, ma solo che questi qui... poi te lo... ci provano ancora, eh. Be’, ma, Silvio, avrai tutta la collaborazione che serve, no?
BERLUSCONI Sì, sì, tutti quanti. Sono molto... sono molto bravi.
DELLA VALLE Eh.
BERLUSCONI Va be’. Senti, Renato...
DELLA VALLE Mi dispiace molto, Silvio.
BERLUSCONI Ci sentiamo (...)
 
Dal che si apprende, fra l’altro, che Berlusconi non trova niente di strano nel “pagare tranquillo” il pizzo ai mafiosi, “così almeno non rompono i coglioni”. E’ lo stesso soggetto che oggi fa il presidente del Consiglio e dovrebbe, eventualmente, combattere i mafiosi che vent’anni fa intendeva pagare, e dovrebbe pure incoraggiare i cittadini a denunciare le richieste estorsive, anziché cedervi. Mission impossible.

Ora però sappiamo anche che cosa voleva la mafia da lui: una televisione. Naturalmente nessuno, raccontando questa storia, si pone e gira a chi di dovere le due domande fondamentali. 1) Come poteva Riina pensare che Provenzano e Vito Ciancimino (i suddetti sono tre boss mafiosi) fossero in grado di raggiungere Silvio Berlusconi? 2) Come mai quel documento, sequestrato nel 2004 in casa Ciancimino dalla Procura di Palermo allora diretta da Piero Grasso, non era agli atti del processo d’appello in corso a carico del figlio dell’ex sindaco di Palermo, e salta fuori soltanto ora? E come mai la Procura di Grasso, quando interrogò Ciancimino junior per giorni e giorni, non gli pose neppure una domanda su quella lettera autografa di Riina diretta a Berlusconi? L’onorevole avvocato Niccolò Ghedini, interpellato dalla Stampa, cade dalle nuvole: “E’ in assoluto la prima volta che sento parlare di questa storia.

E penso che non ne sappia nulla nemmeno il Presidente, altrimenti lo saprei anch’io”. Strano, perché il presidente, al telefono con Della Valle, si mostrava informatissimo della cosa, ed è una di quelle cose che difficilmente si dimenticano. Ma forse l’On.Avv. s’è portato avanti col lavoro, e, in attesa di abolire le intercettazioni, ha deciso di dimenticarle. E’ il Lodo Amnesia.
 
Marco Travaglio, Tratto da l'AnteFatto
June 20

P0l1t1c4 #40 - PdL - Puttane della Libertà

 
          
 
Non gliene va bene una, alle Eve Braun che si accalcano nel bunker del fuhrerino da fureria. Denunciano il complotto di D’Alema, poi si scopre che il pm barese Pino Scelsi che indaga su Puttanopoli è lo stesso che indagò su una mazzettina a D’Alema (prescrizione). Allora ecco un altro scoop del Giornale: «È cresciuto in Lotta continua il pm che insegue il premier». Panico negli altri house organ: erano in Lotta continua anche Marcenaro e Panella del Foglio, Briglia della Mondadori, Capuozzo del Tg5, Liguori del Tgcom. Ora il Giornale è costretto a scrivere che la nota toga rossa indaga sull’assessorato alla Sanità della giunta Vendola e sulla frequentazione tra il vicepresidente Frisullo e il noto Tarantini, «utilizzatore iniziale» delle ragazze. E le due testimoni che inguaiano Reo Silvio sono forziste sfegatate: la “escort” Patrizia e la “ragazza immagine” Barbara, candidate nella lista Fitto («La Puglia prima di tutto»). Pare pure che nell’allegra brigata si sniffasse coca, si importassero ragazze dall’Est, si molestassero telefonicamente minorenni, si sfruttasse la prostituzione. Cioè si violassero contemporaneamente il pacchetto sicurezza Maroni per l’arresto dei clandestini, la Fini-Giovanardi per l’arresto dei tossici, la legge Carfagna per l’arresto di squillo e clienti, la legge Carfagna-2 per l’arresto degli “stalker”. Non vorremmo che Al Pappone finisse dentro per una legge fatta da lui. Per intanto Calderoli, che aveva proposto la castrazione fisica dei pedofili («un bel colpo di forbici, e zac!»), non lo fanno più entrare a Palazzo Grazioli. Non si sa mai.
 
Marco Travaglio, Tratto da l'Unità
June 16

P0l1t1c4 #39 - Io Odio Silvio Berlusconi - Vol. I

 
 
 
June 06

P0l1t1c4 #38 - Las Fiestas de Papi

 
       
 
MILANO - Esisterebbero cinquemila foto dell'aeroporto di Olbia e di Villa Certosa, scattate da Antonello Zappadu tra il 2006 e il 2009 e mai sequestrate. Lo racconta lo stesso fotografo sardo, denunciato dal premier Silvio Berlusconi per violazione di domicilio e della privacy, in un'intervista a Repubblica: «Le 700 foto che mi hanno sequestrato non sono le sole che ho fatto - spiega Zappadu-. Se proprio la devo dire tutta, io, tra il 2006 e il 2009, ho scattato cinquemila fotografie. All’aeroporto di Olbia e all’interno di Villa Certosa». Il fotografo (alcuni dei suoi scatti sono già stati pubblicati da El Pais nei giorni scorsi) spiega che tra le cinquemila foto di cui dispone non c'è «nulla di pruriginoso. Piuttosto, direi - aggiunge - immagini politicamente imbarazzanti». «Ne posso raccontare una - continua Zappadu -: sarà stata la tarda primavera del 2008 e nei giardini della villa c'è un finto matrimonio tra Berlusconi e una ragazza. Ci sono il bouquet di fiori e un gruppo di altre ragazze intorno a loro che applaudono divertite», racconta Zappadu, che nell'intervista parla anche di scatti che riguardano aerei e elicotteri di Stato: «Ho altre foto in cui si vedono scendere da quegli elicotteri almeno una decina di ragazze». Al quotidiano diretto da Ezio Mauro Zappadu confessa anche che alcuni nuovi scatti «usciranno presto. E non in Italia».
 
   
May 30

P0l1t1c4 #35 - The Family Man

 
 
Nessuno oggi è in grado di dire se il governo di Silvio Berlusconi riuscirà a sopravvivere al Noemi-Gate. Le centinaia di foto, scattate dal fotoreporter sardo Antonello Zappadu, a villa La Certosa e offerte a una serie di giornali italiani e esteri per la cifra record di un milione e mezzo di euro, rappresentano una mina che potrebbe presto costringere il premier alle dimissioni. Accanto alle immagini che ritraggano il presidente del Consiglio mentre scende dagli aerei di Stato in compagnia del suo fidato menestrello Mariano Apicella, ve ne sono altre, spiegano gli inviati de "La Stampa" e del "Corriere della Sera", Guido Ruotolo e Fiorenza Sarzanini, che immortalano l'ultima festa di capodanno in cui era presente, con altre giovanissime, anche la pupilla di Berlusconi, Noemi Letizia. E soprattutto vi sono scatti che riguardano la vacanza trascorsa in Sardegna, nel maggio del 2008, dall'allora primo ministro ceco Mirek Topolanek. In molte di queste immagini compaiono decine di ragazze in costume da bagno o in topless.

Per impedirne la pubblicazione l'onorevole avvocato Niccolò Ghedini ha ottenuto il sequestro del materiale da parte della procura di Roma. Berlusconi, insomma, deve ringraziare gli odiati pm se le foto non sono ancora di pubblico dominio. Ma non è difficile prevedere che prima o poi, e con tutta probabilità all'estero, le immagini (digitali, e quindi facilmente duplicabili) finiranno sui giornali.

Il Cavaliere teme in particolare gli scatti che ritraggono le vacanze in villa dell'ex collega Topolanek. Se nella puritana opinione pubblica mondiale passa l'idea che i capi di Stato e di governo suoi ospiti partecipano a feste "piccanti" (per utilizzare un termine caro a Berlusconi), ben difficilmente in futuro le delegazioni degli Stati esteri vorranno continuare ad avere rapporti troppo ravvicinati con lui. Il premier rischia, insomma, di diventare una sorta di appestato internazionale da evitare a tutti i costi, magari già a partire dal prossimo G8.

Gli uomini del leader del Pdl comunque non se ne stanno con le mani in mano. Si stanno studiando contromosse ad elevato impatto mediatico. E in molti giornali ci si chiede chi ci sia dietro le ormai numerose soubrette, o presunte tali, che si fanno sempre più spesso vive con le redazioni offrendo rivelazioni in cambio di denaro. La sensazione è che in molti casi si tratti di polpette avvelenate. Qualcuno insomma starebbe cercando di costruire prove (false) per dimostrare che le notizie riguardanti Berlusconi vengono pagate. Evitare il trappolone è comunque semplice: i giornalisti devono solo ricordare che gli scoop non si comprano, ma si guadagnano consumando la suola delle scarpe.
 
- - - - -
 
La tragicommedia di quest’uomo ridicolo, e al contempo pericoloso, che rischia di finire appeso non a un distributore di benzina, ma al suo pisello, è una formidabile cartina al tornasole per misurare la qualità degli uomini che hanno in mano la politica e l’informazione, cioè il Paese. Un paese dove nessuno fa più il suo mestiere. Un giornale, comicamente battezzato “Libero”, anziché fare le pulci al presidente del Consiglio, ne pubblica a puntate l’agiografia in apposite dispense da rilegare e intanto si dedica a demolire la povera Veronica, prima ritratta a seno nudo, poi sbattuta in prima pagina come fedifraga perché avrebbe “un compagno”. La lieve differenza è che il premier è un personaggio pubblico, mentre Veronica no, dunque ciò che fa lei è affar suo, mentre ciò che fa lui è affar nostro. Il fatto che la fonte dello “scoop” su Veronica sia l’onorevole Santanchè, appena rientrata all’ovile del Pdl dopo una stagione di sguaiate polemiche (“Silvio concepisce la donna solo in posizione orizzontale”, “io non gliela darei mai” e così via), aggiunge un tocco di eleganza e di disinteresse al tutto.

Altri giornalisti, Belpietro e Amadori di Panorama, entrano in contatto con un fotografo che offre foto del premier e della sua corte di nani e ballerine a Villa Certosa: essendo dipendenti del premier, i due non si limitano a scegliere se acquistarle o rifiutarle, ma optano per una terza soluzione: denunciano il fotoreporter all’avvocato Ghedini, che è anche parlamentare. E, siccome in quelle foto “non c’è nulla da nascondere”, Ghedini chiede alla Procura di Roma e al Garante della privacy di bloccarne la pubblicazione. Anche perché, oltre alle scenette lesbo di alcune squisite ospiti, ci sono pure le immagini del premier ceco Topolanek (non è un nome d’arte, si chiama proprio così) nudo come un verme tra cotante femmine: immagini che potrebbero sconsigliare altri capi di Stato e di governo dal frequentare ancora la dimora berlusconica. Ma, a questo punto, il meglio lo dà la Procura di Roma, che di sabato mattina, non avendo di meglio da fare (giustizia a orologeria?), incrimina il fotografo à la carte, lo fa perquisire, gli fa sequestrare tutto ciò che ha nei computer, con accuse che vanno dalla violazione dalla privacy (tutta da dimostrare, visto che le foto nessuno le ha viste) alla tentata truffa ai danni di Belpietro (come se trattare con un giornale per vendere foto fosse una truffa; e poi, dov’è la denuncia di Belpietro?).

Naturalmente Roma non è competente su fatti avvenuti a Olbia, sotto la giurisdizione della Procura di Tempio Pausania. Che però ha già chiesto l’archiviazione per lo stesso fotografo su fatti analoghi: le foto del festino a Villa Certosa di due anni fa, pubblicate da “Oggi”. Dunque, se si occupasse anche di questo caso, deciderebbe allo stesso modo. Un solo fatto, in questa tragicommedia, sarebbe competenza di Roma: l’uso di aerei di Stato per aviotrasportare Apicella, orchestrali e ballerine di flamenco dalla Capitale a Villa Certosa. Si chiamerebbe peculato, la prova è nelle foto sequestrate, ma non risultano indagini in tal senso. Ecco: alla fine della fiera, il delinquente è il fotografo.
 
- - - - -
 
Piacerebbe sapere se le festicciole della scorsa estate a Villa La Certosa con le bimbe in topless e i gonzi in fila, tipo trenino, a ammirare i cactus in fiore e il Topolonek sull’attenti e poi le risate sotto le docce e i gavettoni a casa del premier “decisore europeo” erano prima (durante) o dopo quella memorabile serie di servizi fotografici di lui mano nella mano con Veronica e figli e nuore dalle parti di Portofino. Anzi Paraggi. Con cena da Puni e discoteca Carillon “fino alle tre di notte”. Lui e lei, Veronica e Silvio, mentre i suoi rotocalchi strillavano “E’ di nuovo Luna di miele!,” “Pace fatta!”, “Lui le ha chiesto scusa, si amano!”, eccetera. E il Giornale del fratellino commentava in estasi le foto organizzate dagli sceneggiatori di casa Arcore: “piccoli scampoli di ordinario lusso e straordinaria felicità”. Era la fine di luglio del 2008, ricordate?

Perché sarebbe uno spasso scoprire adesso, confortando le date, che mentre il fido Signorini licenziava fiabe colorate per rattoppare il litigio post Carfagna, lui se la svignasse nottetempo dai radar familiari per andare a spassarsela in Sardegna e rientrasse come niente fosse, il giorno dopo, facendo il marito fedele (“te lo giuro sulla testa dei figli”). L’eterno marito italiano da commedia che alla prima occasione, mentre la moglie è distratta, strizza le labbra alla bionda che passa, butta l’occhio all’altro ombrellone, ride, alza la voce, gonfia il bicipite, e all’amico commendatore racconta particolari piccanti della sera prima, e quello zufola la sua piena ammirazione, uella, alla tua età, complimenti.

Perché infine si capirebbe come mai in quelle cento foto uscite lo scorso luglio sui rotocalchi del Regno lui avesse la faccia radiosa di chi sta perfezionando la stangata per i fessi in platea, mentre lei mai, neppure una volta riuscisse, in quelle stesse foto, a sorridere.
 
Peter Gomez e Marco Travaglio e Pino Corrias, Tratto da Voglioscendere
May 05

P0l1t1c4 #33 - Papi CS4

 
Sarà pur vero che internet è il regno della dietrologia, però non è bisogna essere dei cospirazionisti incalliti per rendersi conto di quanto siano strane le fotografie che raffigurano la comparsata del premier alla festa di compleanno di Noemi Letizia. L'ipotesi che siano state ritoccate ha catalizzato da subito le attenzioni dei blogger, che per tutto il giorno hanno passato al setaccio le foto incriminate scovando diverse anomalie ed errori di prospettiva. C'è chi ha notato che in una foto c'è un ospite della festa che sembra addirittura avere sei dita, mentre altri si sono accorti che in un'altra foto Berlusconi si rivolge a un tavolo di invitati, ma nessuno di questi lo guarda. Sul blog Terrorpilot, un commentatore scrive: «le proporzioni del viso della ragazza sono del tutto sfasate rispetto agli altri volti». Elena aggiunge serafica: «Ma scusate, dappertutto ci hanno detto che Noemi è una bella bionda di un metro e ottanta… cribbio, ma allora Silvio è cresciuto di 20 centimetri!». L'altezza del premier è effettivamente anomala, così come l'espressione del viso, identica in tutte le foto. Il colore della pelle, inoltre, è stato evidentemente ritoccato per eliminare rughe e imperfezioni, ma l'effetto è tutt'altro che realistico: «sembra una statua del museo delle cere». Il blogger Jean Lafitte ha sottoposto le foto alla verifica di un software di fotoritocco. Risultato? «Le foto sono state classificate nella classe 1, quella delle immagini certamente elaborate o modificate».

Insomma, pochi dubbi: quelle foto sembrano proprio essere state ritoccate, e pure male. Wally, dopo aver esaminato la disposizione anomala delle ombre, chiosa sarcastico: «Sono un insegnante di Photoshop e penso che i miei ragazzi del terzo anno lavorerebbero meglio dei collaboratori del Cavaliere». Altri ci ridono su. «Sei stufo di sentirti una nullità – scrive Gianluca Neri su Macchianera - circondato da amici che si spacciano per figli di vescovi e cardinali? Debutta in società! Da oggi, con un paio di forbici e della semplice colla vinilica potrai anche tu iniziare a vantarti di essere figlio di Papi!». Dietnam, invece, si è inventato «Brinda con Papi», un blog a tema a cui stanno già arrivando decine di fotografie taroccate in cui insieme a Noemi e al premier saltano fuori personaggi dei Simpson, Superman, Emilio Fede, Osama bin Laden e tanti altri. Insomma: chi di tarocco ferisce...
 
 
Photo 1 of 50